I guanti monouso in cucina sembrano tutti uguali finché non se ne rompe uno a metà servizio o finché un cliente non chiede se i guanti sono in lattice. Nitrile, lattice e vinile hanno usi diversi: resistono in modo diverso ai grassi, agli strappi e ai detergenti, e solo alcuni vanno bene per toccare qualsiasi alimento. Questa guida spiega quale scegliere per il banco, la preparazione, il lavaggio e le pulizie, con spessori, colori e taglie, così compri il guanto giusto per ogni postazione e non uno per tutto.
Nitrile, lattice o vinile: le differenze
Il nitrile è una gomma sintetica: non contiene lattice, regge bene oli e grassi ed è più resistente alle forature. Il lattice è gomma naturale: è il più elastico e sensibile, calza come una seconda pelle, ma può dare allergia e diversi modelli non sono indicati per i cibi grassi. Il vinile è PVC: costa poco, ma è meno elastico, calza più largo e si strappa più facilmente.
| Nitrile | Lattice | Vinile | |
|---|---|---|---|
| Sensibilità al tatto | Buona | Ottima | Scarsa |
| Resistenza a strappi e forature | Alta | Buona | Bassa |
| Grassi, oli, carne | Sì | Spesso con limiti | Spesso con limiti |
| Allergia al lattice | Nessun rischio | Può dare reazioni | Nessun rischio |
| Costo indicativo | Pochi centesimi a guanto | Pochi centesimi a guanto | Il più economico |
| Uso tipico | Cucina, banco, carne e pesce, pulizie | Impasti, frutta e verdura, lavori di precisione | Lavori brevi e leggeri |
In una cucina professionale il guanto da tutti i giorni è quasi sempre il nitrile: va bene con quasi tutto e toglie di mezzo il problema dell'allergia, per chi lavora e per chi mangia. Il lattice resta una buona scelta dove serve tatto e non ci sono grassi, il vinile solo per lavori brevi.
Guanti per alimenti: quali usare
Un guanto che tocca il cibo deve essere dichiarato idoneo al contatto con gli alimenti: sulla confezione lo trovi con il simbolo del bicchiere e della forchetta o con la dicitura per alimenti, e il produttore spesso indica anche i limiti, cioè con quali cibi e per quanto tempo. È qui che si vede la differenza tra i materiali.
- Nitrile: tutti i modelli in nitrile che vendiamo sono dichiarati idonei agli alimenti dai produttori, e il nitrile regge bene grassi e oli: è la scelta più sicura per carne, salumi, formaggi e fritti. I Food Touch neri da 4 g sono pensati proprio per le cucine professionali; il Guanto Chef nero è dichiarato da Walking idoneo al contatto alimentare secondo il regolamento europeo sui materiali a contatto con gli alimenti (Reg. CE 1935/2004).
- Lattice: molti guanti in lattice sono idonei, ma con eccezioni scritte nelle schede dei produttori: niente cibi molto acidi, contatto breve con alcolici e, per alcuni modelli, niente cibi grassi o oleosi. Per impasti, frutta e verdura va bene; per il banco salumi o la carne meglio il nitrile.
- Vinile: molti guanti in vinile non sono indicati per i cibi grassi. Se li usi per alimenti, controlla i limiti sulla scatola.
Per il cibo scegli sempre guanti senza polvere. La polvere interna, di solito amido di mais, aiuta a infilarli, ma lascia residui sulle mani e sugli alimenti e può dare sensibilizzazione. I guanti talcati vanno bene per pulizie e lavori lontano dal cibo.
Un guanto pulito non basta da solo: si cambia quando si passa dal crudo al cotto, dopo aver toccato soldi, rifiuti o il telefono, quando si rompe e comunque a ogni pausa. Per questo in cucina ne servono più di quanto si pensi: conviene tenere una scatola aperta per ogni postazione.
Allergia al lattice: cosa scegliere
L'allergia al lattice riguarda le proteine della gomma naturale e può colpire sia chi indossa i guanti sia, più raramente, chi mangia un cibo toccato con guanti in lattice. Se in squadra c'è una persona allergica, o se non vuoi rischiare con i clienti, la soluzione più semplice è passare tutta la cucina al nitrile: tutti i nostri guanti in nitrile sono senza lattice e senza polvere, come gli Starblue blu da 3,5 g.
Esistono anche guanti in lattice a ridotto contenuto di proteine, detti ipoallergenici, come i Walking Hypoallergenic: riducono il rischio per chi ha la pelle sensibile, ma restano lattice, quindi non sono adatti a chi ha un'allergia vera.
Guanti in vinile: quando bastano
I guanti in vinile sono la scelta più economica e vanno bene per lavori brevi e a basso rischio: servire una porzione, sistemare un vassoio, una pulizia veloce. Calzano più larghi, si strappano facilmente e, come detto, spesso non vanno bene con i cibi grassi. Per questo nella nostra selezione abbiamo preferito il nitrile: costa qualcosa in più a guanto, ma se ne rompono meno e va bene con tutto, quindi alla fine se ne consumano meno.
Spessore: 3,5, 4 o 5 grammi
Lo spessore dei guanti monouso si indica col peso di un guanto, in grammi. Più pesa, più resiste, ma meno senti quello che tocchi.
- 3,5 g: sottile e sensibile, il guanto da tutti i giorni per il banco e la preparazione. Per esempio i Nitrico blu di Walking, che il produttore dichiara idonei agli alimenti per un contatto fino a 2 ore a 40 °C, o gli Onyx neri di VAM.
- 4 g: il compromesso per chi sta in cucina tutto il turno, come i Food Touch e il Guanto Chef.
- 5 g: più robusto, per disossare, pulire il pesce, lavori con utensili e pulizie, come gli Starblue Plus rinforzati.
Nel lattice il sottile da 5 g, come gli Starlight bianchi senza polvere, è il guanto per impasti e pasticceria, dove il tatto conta più di tutto.
Neri o blu?
Il colore non cambia la protezione, ma ha un senso pratico. I guanti blu sono i più usati nell'alimentare perché il blu non c'è quasi mai nel cibo: se un pezzo di guanto si strappa e finisce nell'impasto o nella carne, si vede subito. I guanti in nitrile neri invece non mostrano sporco e macchie e fanno un bell'effetto nelle cucine a vista, al banco della pizzeria o del sushi: per questo sono molto richiesti da chi lavora davanti al cliente. Puoi anche usare due colori per separare i lavori, per esempio neri al banco e blu in preparazione o per le pulizie.
La taglia giusta
Un guanto troppo largo fa pieghe e scivola, uno troppo stretto si rompe. Per trovare la taglia misura la circonferenza della mano all'altezza delle nocche, pollice escluso. Le misure qui sotto sono indicative: ogni produttore ha la sua tabella, che trovi nella scheda.
| Circonferenza della mano | Taglia |
|---|---|
| fino a circa 18 cm | S |
| circa 18-20 cm | M |
| circa 20-23 cm | L |
| oltre circa 23 cm | XL |
In una cucina con più persone conviene tenere almeno due taglie: la M e la L coprono la maggior parte delle mani.
Guanti spessorati per il lavaggio e le pulizie
Per il lavaggio di pentole e teglie, i detergenti e la pulizia di fine turno il guanto sottile non basta: si buca e lascia passare l'acqua. Qui servono guanti in lattice spessorati e lunghi, che coprono anche il polso, come gli High Risk blu da 18,5 g, lunghi 30 cm o gli Extreme di Walking, lunghi 29 cm. Sono resistenti e si possono usare più volte nello stesso turno. Per il contatto con il cibo i produttori indicano limiti precisi, soprattutto con cibi grassi e acidi, quindi tienili per lavaggio e pulizie.
In breve: quale guanto per ogni postazione
- Banco, preparazione, carne, salumi, fritti: nitrile senza polvere da 3,5-4 g, nero o blu.
- Disossare, pesce, lavori pesanti: nitrile da 5 g.
- Impasti, pasticceria, frutta e verdura: nitrile o lattice sottile senza polvere.
- Lavaggio e detergenti: lattice spessorato lungo.
- Persone allergiche al lattice: solo nitrile.
Tutti i modelli, con le taglie disponibili e i prezzi aggiornati nelle schede, sono nella categoria guanti monouso, divisi tra guanti in nitrile e guanti in lattice. Se non sai quale scegliere per la tua cucina, scrivici o chiamaci allo 0823 797878.